Anche un paesino della provincia abruzzese come San Buono, “piccolo e sempre uguale” – poco più di 1000 anime, strade strette e polverose, un borgo antico sorto intorno alla chiesa principale sulle pendici della collina, circondato da campi, vigne e boschi -, può diventare un luogo letterario. Capita quando una scrittrice, nello specifico Francesca Bertuzzi, sceglie di ambientare il proprio esordio, “Il Carnefice” (Newton Compton, 2011) in un posto come questo, dove il male sembra quasi non esistere e invece c’è, a dispetto del nome, e si nutre delle perversioni più inconfessabili.
francesca bertuzzo