In “Una stanza tutta per gli altri” (Sellerio, 2009) di Alicia Giménez-Bartlett, Nelly Boxall lavora come domestica ad Asham House in Brunswick Square in una delle prime abitazioni londinesi dei coniugi Leonard e Virginia Woolf rimanendovi per diciotto anni dal 1916 al 1934. Nelly avrà modo di osservare la vita, i comportamenti, gli amici di una delle più grandi scrittrici del XX secolo morta suicida il 28 Marzo 1941 lasciandosi annegare nel fiume Ouse vicino alla propria abitazione, Monk’s House nell’East Sussex.
Protagonista è il diario di Nelly finzione letteraria che la scrittrice adotta per descrivere il mondo che ruota attorno all’autrice di To the lighthouse, una delle maggiori glorie della letteratura inglese moderna, vista però questa volta attraverso gli occhi della persona che è al suo servizio. Tra verità e romanzo, quando compare la scrittrice o il gruppo di Bloomsbury, la Giménez-Bartlett attinge dai diari di Virginia, la quale annotava minuziosamente anche come le sue domestiche occupassero il loro tempo “… se questo diario non l’avessi scritto io e un bel giorno dovesse cadere nelle mie mani, cercherei di scrivere un romanzo su Nelly”. La cameriera nelle sue incombenze quotidiane si fa aiutare da Lottie Hope amica e confidente, cresciuta in un orfanotrofio la quale sembra uscita da un libro di Dickens. Dormono nella stessa camera, la scrittrice nega loro di avere Una stanza tutta per sé, titolo del saggio femminista della Woolf edito nel 1929 dove scrive “… una donna deve avere denaro e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi”. Questo diritto non spetta a Nelly e a Lottie, anzi paradossalmente Nelly, rimarrà talmente influenzata dalle idee della sua datrice di lavoro con la quale ha un rapporto tormentato e spesso litigioso, che finirà per non trovarsi a suo agio con le donne della sua stessa condizione pur sapendo benissimo che non potrà mai elevarsi culturalmente.
Il romanzo uscito nel 2003 e ripubblicato ora da Sellerio con una nuova introduzione di Alice Giménez-Bartlett, dà modo al lettore di ripercorrere le fasi salienti della vita fragile, forte, malinconica di Virginia Woolf nata Bell, la quale attraverso i suoi scritti seppe raccontare l’anima del mondo. Nel 1905 insieme alla sorella Vanessa, pittrice, fu l’ispiratrice del gruppo di Bloomsbury, dal nome del quartiere omonimo londinese, élite di intellettuali (E. M. Foster, Lytton Strachey, Clive Bell, Roger Fry, Duncan Grant, Dora Carrington ed altri), i quali con la loro disinvolta e scandalosa genialità fecero epoca gettando alle ortiche gli ultimi retaggi del moralismo vittoriano.
La bellezza di Una abitacion ajena consiste nel fatto che vengono descritti due diversi modi di vivere che si ritrovano sotto lo stesso tetto: Virginia con la sua follia latente insieme alla pazienza, dedizione, costanza del marito Leonard e Nelly col suo andare su e giù per le scale, upstairs and dowstairs trasportando carbone, lavando i pavimenti e scrivendo il diario proprio come la sua padrona, unica cosa che le accomuna, che rivela in tal modo lo stato di solitudine e quasi schiavitù in cui vivevano allora le donne come Nelly.
Alicia Giménez-Bartlett è nata nel 1951 ad Almansa e vive dal 1975 a Barcellona. Laureata in Letteratura e Filologia Moderna a Valencia, ha insegnato per tredici anni Letteratura Spagnola, ma dopo il successo dei suoi romanzi ha deciso di dedicarsi completamente alla scrittura. È la creatrice della serie poliziesca dell’ispettrice Petra Delicado ambientata a Barcellona. Con Una abitacion ajena ha vinto nel 1997 il Premio Feminino Lumen come migliore scrittrice spagnola. I romanzi di Alicia Giménez-Bartlett sono pubblicati dalla Casa Editrice Sellerio.
Autore: Alicia Giménez-Bartlett
Titolo: Una stanza tutta per gli altri
Editore: Sellerio
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 14 euro
Pagine: 350
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