Luciana Castellina e la scoperta del mondo per Nottetempo

lascoperta-delmondo14 anni nel ’43”, così nell’introduzione a “La scoperta del mondo” (Nottetempo) di Luciana Castellina, la figlia Lucrezia Reichlin sintetizza che cosa ha significato per sua madre essere adolescente in un periodo cruciale del nostro paese.

L’autrice del romanzo ha ritrovato il suo diario redatto tra il 1943 e il ‘48 quando la Storia in Italia e nel mondo stava per voltare pagina. La giovane Luciana non lo sapeva ma quello che scriveva nel diario, che rappresenta la sua iniziazione politica, sarà in seguito studiato nei libri di scuola dai suoi figli e dai suoi nipoti.

L’inizio di questo memoir, pubblicato per condividere con i nipoti Alfredo, Fushu e Vito i ricordi di gioventù della nonna Luciana “perché si facessero un’idea di che cosa significava avere la loro età nei remoti anni ’40 quando niente era scontato e il mondo era ancora tutto da scoprire”, è emblematico. Alle diciannove del 25 luglio del ’45 Luciana si trovava a Riccione a giocare in un campo da tennis insieme alla sua compagna di classe Anna Maria Mussolini e si divertivano a lanciare “palle inesperte oltre la rete”. All’improvviso a interrompere il gioco arrivò la guardia in borghese addetta alla sicurezza di Anna Maria e di Romano, i giovani figli del Duce. “Devo andare via subito” comunicò poi Anna Maria a Luciana. “Capii solo a tarda notte cosa c’era dietro quell’inspiegabile, improvviso commiato”. A Roma c’era stato un colpo di scena: Mussolini era stato messo in minoranza dalla seduta del Gran Consiglio del Fascismo e arrestato. Quella partita di tennis finita anticipatamente aveva concluso il ventennio fascista, la giovane Luciana se ne rese conto e il 26 luglio la giornalista politica in erba, non ancora quattordicenne, cominciò a redigere un “diario politico” usando il retro di un vecchio quaderno di scuola precedentemente dedicato alle “crona­che”, le esercitazioni di italiano allora in uso alle me­die”. Era passata solo una notte ma l’Italia non era più fieramente fascista, tutti volevano festeggiare inalberando il gran pavese come fanno molti cutter o mangiando nella pensione di Riccione le tagliatelle con la farina bianca come sussurrava la cameriera romagnola. “È così che, a quattordici anni sono stata iniziata alla politica”.

Un’autobiografia da quel diario rivisitato, riemerso dopo quasi settant’anni, che conserva inalterata tutta la sua freschezza e che conferma la forte personalità di chi l’ha scritto con passione, sincerità e curiosità a dimostrazione di un’esistenza vissuta nel segno della coerenza intellettuale. Nel volume, corredato da fotografie inedite, l’autrice ricorda i pomeriggi trascorsi giocando a Villa Tolonia dove abitava Benito Mussolini insieme alla sua famiglia. Quando si faceva l’ora della merenda alle cinque del pomeriggio Anna Maria e Romano erano foraggiati dai poliziotti che facevano loro da governanti ma stranamente il cibo non era offerto ai piccoli ospiti. “Godevamo, però, del cinema: anzi, il cinema, io l’ho scoperto a Villa Torlonia”. Molto belle sono le pagine che ricordano Roma dichiarata città aperta dopo l’8 settembre: “Il 20 ottobre, per la prima volta, prendo finalmente atto che i partigiani esistono e non sono solo qualche drappello disperso che si è dato alla macchia”.

Roma occupata dalle truppe naziste che attende l’arrivo degli alleati, una città che ha fame e che è in fermento avida di notizie che si possono apprendere “facendo la fila per l’acqua alla fontanella all’angolo fra via Mercati e via Linneo” da un giovane, Giorgio Tecce anche lui come Luciana studente del liceo Tasso e futuro Rettore dell’Università La Sapienza di Roma. Il coprifuoco, i cugini materni ospitati nel villino Salis, via Vallisneri, dietro al giardino zoologico, ristrutturato dopo il matrimonio di Nino con la mamma”. Gigetto, l’aereo inglese che puntuale arriva sempre a mezzogiorno e mezza a sorvolare la zona sud della città “mitragliando in direzione dei Castelli romani“. L’uscita da scuola in anticipo e l’allarme che coglie gli studenti sempre a Piazza Fiume mentre aspettano il tram. All’alba del 4 giugno del ’44 la ragazza dei Parioli futura militante e parlamentare comunista ancora una volta fu testimone di una svolta storica “Di corsa raggiungiamo piazza Ungheria: lungo viale Parioli, provenendo dal Tevere, si snoda una ininter­rotta colonna di soldati americani, a bordo di jeep e di blindati. Ridono e cantano, gettano tavolette di cioc­colata e sigarette alle ragazze che acclamano”.

In quell’alba di un mondo nuovo Luciana Castellina su di una camionetta carica di italiani che inneggiano alla sconfitta fascista vede per la prima volta nella sua vita una bandiera rossa, quasi un presagio della sua vita futura.

L’iscrizione al Partito Comunista nel ’47, i viaggi a Praga e nella Parigi post bellica, la costruzione della Ferrovia della Gioventù nella Jugoslavia di Tito insieme a tanti altri compagni, l’impegno e il lavoro nelle periferie, l’incontro con il futuro marito Alfredo Reichlin, non manca nulla in quest’appassionante libro/diario che ripercorre anni decisivi della nostra storia recente. L’autrice fa comprendere al lettore che la scoperta del mondo e di conseguenza di noi stessi passa attraverso l’impegno e “l’urgenza di fare parte di un’im­presa collettiva” come fece la generazione nata tra il 1920 e il 1930, quella generazione formatasi durante la II Guerra Mondiale.

Quella tessera del PCI n° 2158861, anno 1947, la conservo ancora, assieme a tutte le altre della mia carriera comunista: ventiquattro tessere del PCI, fino al 1970, quando, proprio all’inizio dell’anno, a gen­naio, vengo radiata per via dell’eresia del Manifesto. Decisivo è il voto della mia sezione, Ponte Milvio… “.

Luciana Castellina giornalista scrittrice e politica nasce a Roma il 9 agosto del 1929 in una famiglia borghese, il padre Gino agente di commercio, la madre Lisetta Liebman per metà di religione ebraica proveniente dalla Trieste mitteleuropea. Soprattutto militante politica si è iscritta, infatti, al PCI nel 1947, partito dal quale è stata radiata nel 1969 quando, con Magri, Natoli, Parlato, Pintor e Rossanda, fondò Il Manifesto diventandone una delle voci più autorevoli. Tra i suoi libri più recenti, ricordiamo Il cammino dei movimenti (2003), Cinquant’anni d’Europa. Una lettura antiretorica (2007) ed Eurollywood (2009). La scoperta del mondo è stato presentato il 2 marzo al Teatro Tordinona presenti l’autrice, Alfredo Reichlin e Nichi Vendola.

Autore: Luciana Castellina
Titolo: La scoperta del mondo
Editore: Nottetempo
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 296

2 thoughts on “Luciana Castellina e la scoperta del mondo per Nottetempo

Comments are closed.