Marco Travaglio e il suo ultimo libro “Colti sul Fatto. Nani e pagliacci, muffe e lombrichi di fine regime sul Fatto Quotidiano” (Garzanti, 2010). Nel settembre del 2009 Marco Travaglio ha fondato con Antonio Padellaro ed altri una nuova testata giornalistica, che prende il nome dalla famosa trasmissione televisiva di Enzo Biagi, “Il fatto quotidiano”. Si tratta di una vera e propria novità nel panorama italiano dell’informazione.
Infatti, l’ambizione che sottende a questa iniziativa quella di essere un giornale in grado di dare davvero le notizie, quelle che non si leggono sugli altri quotidiani o che si cerca di nascondere ai lettori “infilandole” nelle pagine interne.
Un giornale coraggioso che ambisce ad essere indipendente nella sua linea editoriale e che per questo rinuncia agli aiuti di Stato e all’appoggio dei poteri forti, che si ispira, quindi, alla stessa “filosofia” di lavoro di Travaglio. Un personaggio scomodo che, per la sua ormai lunga militanza nel giornalismo di inchiesta legato ai fatti piuttosto che alle ideologie, è diventato un bersaglio sia degli schieramenti politici di destra che di sinistra.
“Colti sul Fatto” è la selezione degli editoriali e degli articoli in prima pagina che Travaglio ha scritto nel corso del primo anno di vita del quotidiano: ne risulta la cronaca della vita più recente del nostro paese, che, come viene efficacemente rilevato nel libro, è, purtroppo, storia “di politica privatizzata, di “bande larghe” ancor più proliferanti, di un bombardamento di manipolazioni a tappeto, e dell’afonia con cui un’intera classe dirigente ha risposto alla cattura dello Stato e della realtà che caratterizza la seconda Repubblica”. Il tutto descritto dalla penna acuminata di un giornalista che combatte i conformismi di ogni colore e sostanzia i suoi atti d’accusa contro corrotti e corruttori con una documentazione sempre ampia e puntuale. Barbara Spinelli nella sua bella introduzione al libro, coglie un’altra caratteristica della produzione giornalistica dell’Autore quando scrive che “leggere gli articoli e i libri di Travaglio suscita due passioni apparentemente molto diverse. Suscita sdegno per gli eventi che racconta e mette in stato di formidabile buon umore” E conclude: “per un giornalista resistente, il miscuglio è raro”.
Marco Travaglio è nato nel 1964 a Torino Si è laureato in Storia Contemporanea presso l’Università di Torino. Dopo gli studi universitari ha iniziato la sua attività giornalistica collaborando a “Il nostro tempo” e ad altre piccole testate di area cattolica. La svolta della sua carriera avviene nel 1988 con l’assunzione, come vice-corrispondente da Torino, a “Il Giornale che lascia nel 1994 per seguire Montanelli a “La Voce”. Successivamente Travaglio collabora a numerosi periodici e quotidiani, fra i quali “Sette”, “Il Cuore”, “Il Messaggero”, “Il Giorno”, “L’Indipendente”, “La Repubblica”, “L’Espresso” e “l’Unità”. Attualmente è vice-direttore de “Il fatto quotidiano”. La sua principale area di interesse è la cronaca giudiziaria: tra le sue inchieste più famose quella sull’origine dell’arricchimento di Silvio Berlusconi pubblicata nel libro “L’odore dei soldi” scritto con Elio Veltri nel 2001. Travaglio vanta inoltre molti altri libri di successo, tra i quali ricordiamo:”La repubblica delle banane” (con Peter Gomez, 2001); “Mani pulite. La vera storia” (con G.Barbacetto e P.Gomez, 2002; “Intoccabili” (con S. Lodato, 2005); “La scomparsa dei fatti” (2006); “Se li conosci li eviti” (con P.Gomez, 2008); “Italia anno zero” (con Vauro e B. Borromeo,2009); “Ad personam 1994-2010. Così Destra e Sinistra hanno privatizzato la democrazia” (2010). Dal suo libro “Il banchiere di Dio” è stato tratto il film “Il caso Calvi” diretto da Giuseppe Ferrara.
Autore: Marco Travaglio
Titolo: Colti sul Fatto. Nani e pagliacci, muffe e lombrichi di fine regime sul Fatto Quotidiano
Editore: Garzanti
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 16,9 euro
Pagine: 449
* Diritti dell’articolo di Roberto Bisogno