“Shantaram”, l’epopea personale di G.D. Roberts

shantaramHo impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro“. È un incipit che si imprime all’istante nel cuore del lettore quello di “Shantaram” (Neri Pozza, 2005), scritto dal poliedrico Gregory David Roberts, scrittore dai trascorsi avventurosi e decisamente movimentati.

Il romanzo, giunto in Italia alla dodicesima edizione, ha riscosso un enorme successo in tutto il mondo anche perché prende spunto da fatti e avvenimenti realmente accaduti e vissuti dall’autore il quale, da rapinatore e latitante, si riscopre “uomo della pace di Dio”in quella Bombay, oggi Mumbai, così tragicamente umana e sacra al tempo stesso.

Tutto ha inizio il giorno in cui Greg, solo e con il falso nome di Mr Lindsay, approda nella megalopoli indiana, in fuga dal mondo e da se stesso, con una chitarra a tracolla e qualche bagaglio, guidato unicamente dal proprio istinto. È l’inizio di un viaggio terribile e meraviglioso al tempo stesso, alla scoperta di sentimenti quali l’amore, l’amicizia, la solitudine e la disperazione, che porterà il protagonista ad entrare in pieno contatto con la poesia e l’orrore delle baraccopoli indiane – simbolo estremo del dualismo insito all’interno delle nostre società -, con la pericolosità e la durezza della mafia locale fino ad arrivare, addirittura, a vivere sulla propria pelle la guerra, quella combattuta in Afghanistan tra mujaheddin ed esercito sovietico agli inizi degli anni ottanta.

Shantaram” è, in definitiva, un romanzo che sa catturare l’attenzione e le emozioni del lettore sin dalle prime pagine e difficilmente si fa abbandonare prima dell’ultimo punto. La mole del libro – quasi milleduecento pagine – non deve infatti trarre in inganno; le parole scorrono come il vento e cresce rapidamente, nel cuore di chi legge, un sentimento di empatia sempre maggiore, persino nonostante il buonismo eccessivo di alcuni passi ed episodi, tipico di certi scrittori anglofoni. Un libro a cui abbandonarsi, dunque, per tornare a vedere quel po’di bene che ancora c’è in un mondo, ahimè, “governato da un milione di malvagi, dieci milioni di stupidi e cento milioni di vigliacchi“.

Gregory David Roberts è nato a Melbourne, in Australia, nel 1952. Dal 1972 al 1975, è uno dei leader del movimento studentesco. Nel 1977 compie la sua prima rapina con una pistola giocattolo. Viene catturato nel 1978 e, nello stesso anno, scappa dal carcere di Pentridge. Nel 1982 è a Bombay, poi tra i combattenti mujaheddin in Afghanistan, dove viene ferito in azione e viene trasportato in Pakistan. Nel 1990 è arrestato a Francoforte e imprigionato nel carcere di massima sicurezza di Preungsheim. Estradato in Australia, dopo due anni di confino e quattro di reclusione, scrive “Shantaram“, best seller nei numerosi paesi in cui è stato pubblicato. I diritti di riproduzione cinematografica del romanzo sono stati acquistati da Johnny Depp.

Autore: Gregory David Roberts
Titolo: Shantaram
Editore: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 2005
Prezzo: 26 euro
Pagine: 1177